
Delitti sulla costa degli Etruschi (Giugno 2025)
Casa Editrice Bertoni
Romanzo scritto in terza persona e ambientato ai giorni nostri con rimandi agli anni giovanili del protagonista.
Gesualdo Forleo, quarantenne capitano dell’arma dei carabinieri, non ha niente dell’eroe, molto più dell’uomo comune, se si esclude una memoria eccezionale.
Abituato a combattere ogni giorno la criminalità, è contro se stesso la lotta più dura, sempre in cerca di quell’identità che sembra non volergli appartenere.
Ha iniziato molto presto a confrontarsi con un padre ostile, per tutti l’Avvocato, persona anaffettiva, sempre pronta a umiliarlo e collusa con la malavita di un piccolo paese siciliano. Da lì la scelta di prenderne le distanze e schierarsi dalla parte della giustizia.
Il periodo trascorso nella Bassa Padana gli fa incontrare l’amore e l’angoscia della perdita. Si ritrova – per non creare ulteriore sconforto in chi convive con la sofferenza – a venir meno ai propri compiti di tutore dell’ordine, perdendo la stima e la fiducia in se stesso fino a chiedere un trasferimento senza escludere di abbandonare l’Arma.
A San Vincenzo, paese sulla costa tirrenica in provincia di Livorno, il protagonista, aiutato dai quattro uomini della squadra, contrasta crimini di poco conto manifestando la sua intenzione di dimettersi al più presto.
Eventi tragici e del tutto inaspettati lo costringono a rimandare quanto previsto.
La presenza di un serial killer sul territorio semina il panico tra la popolazione con l’uccisione di tre donne e di un povero emarginato. Tutte e quattro le vittime risultano essere uccise da frecce costruite con la tecnica in uso presso i Sioux.
Nonostante l’aiuto della dottoressa Valeria Imperi, psicologa inviata dall’Unità per l’Analisi del Crimine Violento e con la quale Forleo inizia una relazione, il caso sembra non volersi risolvere.

Non ho scritto di poliziotti: loro non finiscono nelle barzellette; i carabinieri, sì. E a me non sta bene. Gesualdo Forleo, tuttavia, non ha niente dell’eroe ma molto dell’uomo comune: combatte ogni giorno contro la criminalità, è vero, ma è contro se stesso la lotta più dura, sempre in cerca di quell’identità che sembra non volergli appartenere.
“Una freccia, arma inusuale per dare la morte, era assurta a simbolo di tutta la malvagità umana.”